
Chi sono
Sono nato a Napoli il 6 luglio 1967. Faccio politica a destra dall’età di 16 anni e sono stato deputato al Parlamento di Alleanza nazionale per 17 anni, dal 1996 al 2013.
Attualmente sono direttore editoriale del “Secolo d’Italia”, storico quotidiano della destra, giornale in cui lavoro dal 1990. Da ragazzo sono stato portavoce di Giuseppe Tatarella, ideatore della moderna destra di governo.
Sono stato editore di numerosi quotidiani, tra i quali il “Roma” di Napoli e “L’Indipendente”.
Attualmente faccio l’opinionista televisivo, principalmente nelle trasmissioni “Otto e mezzo”, condotta da Lilli Gruber su la 7, e “diMartedì”, condotta da Giovanni Floris sulla stessa rete.
Con Solferino editore ho pubblicato il mio terzo libro, “Perché l’Italia è di destra”. Precedentemente avevo pubblicato “L’esperienza della politica” con Orazio Abbamonte, edito da Rubettino, e “Una storia di destra”, edito da Longanesi.
Sono sposato con due figlie. Le mie passioni sono i viaggi, la gastronomia, la musica classica e la letteratura francese dell’Ottocento.
Perché l’Italia è di destra. Contro le bugie della sinistra
È una costante della nostra storia politica: quando si tratta di elezioni decisive, l’Italia vira sempre a destra. È accaduto nel 1948 con la Democrazia Cristiana, nel 1994 con Silvio Berlusconi, e ancora nel 2022 con Giorgia Meloni. Ma quali sono le caratteristiche di questa nuova destra? Davvero gli italiani vogliono l’uomo forte? E davvero alla sinistra servirebbe una Meloni? Italo Bocchino, dalla prospettiva privilegiata del giornalista e intellettuale d’area, racconta le radici e il futuro di una compagine politica in continua evoluzione, eppure saldamente radicata in una storia. Sfata luoghi comuni come il familismo, l’incompetenza della classe dirigente, il monopolio dell’informazione o il destino di isolamento internazionale e catastrofi economiche regolarmente pronosticate al Paese sotto i governi di destra. E in un’analisi ricca di dati, notizie e vis polemica, riflette in modo originale e provocatorio attorno ai grandi temi da affrontare una volta per tutte nel XXI secolo, prima fra tutti la questione demografica e, strettamente collegata, quella dei flussi migratori. Si guarderà inevitabilmente meno a Tolkien e più a Scruton, osserva Bocchino, descrivendo «una destra pienamente legittimata nel consenso e negli atteggiamenti», che sappia difendere la cultura italiana, sostenere il merito, ridisegnare le istituzioni nel senso di una maggiore efficienza e vicinanza alle necessità reali di un popolo a cui da sempre la lega un’affinità elettiva. Dal tormentone dell’antifascismo al rinnovamento dell’Unione Europea, dal premierato alla riforma della giustizia, questo libro conduce il lettore attraverso le pieghe più nascoste del sistema-destra e indica la strada del futuro.






